la mia famiglia cade a pezzi

20 Ottobre 2008 Commenti chiusi
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Aprimi le branchie

10 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Vorrei strappare le unghie a chi non sa parlare, a chi usa i silenzi come diluente.

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Malattia Terminale

4 Giugno 2008 1 commento

Ho necessità di vomitare la tristezza che mi affoga.

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Glamour – april 2008

15 Maggio 2008 2 commenti

Read My Mind

3 Gennaio 2008 6 commenti

Grande Donna Grassa

20 Dicembre 2007 1 commento

Alcune delle cose più frequentemente assorbite dalla mia memoria
sono le offese
ore ed ore passata sui libri di storia per poi non ricordare nemmeno una data
ma loro sono lì
le parole cattive
pronte a tornarti in mente
nella loro forma, espressione e nel preciso momento e luogo in cui sono state gettate su di te
a volte si ricorda addirittura gli abiti indossati, quelli che ci rendevano inutilmente attraenti.
ce ne sono certe che riescono a stringerti lo stomaco anche dopo anni

premessa – io faccio parte della categoria delle donne che soffrono per amore,
sempre e comunque, che le cose vadano abbastanza bene o che le cose vadano assolutamente nei peggiori dei modi
tutti pensano che appartenere a delle categorie sia limitante
io penso che appartenere a cosi tante categorie come me non lo sia per niente
mi rende partecipe a più visioni di una realtà a volte molto più che scomoda ma accomodante

certe situazioni mi fanno pensare che sono una persona insensibile sotto ogni punto di vista
altre, soprattutto certe persone mi rendono succube come un ignobile essere
se gli amici mi chiedono come faccio ad andare avanti
io rispondo sorridendo con la bocca e piangendo con gli occhi che sono innamorata
sono sempre innamorata, in un modo o nell’altro
solo che certe volte il mio uomo si trasforma nel pensiero più crudele dopo il genocidio.

essere sole per persone come me non esiste
soddisfazioni lavorative non esistono
legami inscindibili di amicizia quasi mai
l’unico scopo, forma di piacere è il mio oggetto del desiderio.
il mio uomo.
colui che si avvicina alla mia persona più degli altri e costantemente si stufa del mio modo insicuro di trattare la vita
e comincia il suo stupido, arrogante gioco di potere.
nella banalità di queste parole, come una problematica promiscua ragazzetta
si racchiude la sprecata vita di infinite donne.
quelle attente alle voci in sottofondo ad un telefono, quelle con le mani sudate nel rovistare cassetti,
quelle dal cuore che scoppia quando davanti gli occhi hanno il cellulare proibito.

Sono le donne mai comprese, quelle che per poche attenzioni si riducono a spudorate amanti,
quelle che dopo l’amore non possono lasciare il letto, quelle che ogni allontanamente provoca grande dolore.
Quelle che annullano i loro interessi e questo le allieta perchè così hanno da dedicare più tempo a lui.
Tutte queste donne sono me. racchiuse una nell’altra.
Una matrioska infinita di insicurezza. Una fottuta grande, grassa donna che non uscirà mai dal mio piccolo imperfetto corpo.
Un corpo con una testa che scoppia, sfinita dai mille pensieri delle mie donne.
Una testa cosi pesante che a malapena riesce a differenziare il bene dal male.
Una testa con 2 occhi, infinitamente espressivi, pieni, malinconici.
Di un unico colore profondo che li racchiude tutti. Quelli delle mie donne.
Ecco perchè la mia grande donna grassa ha il potere nello sguardo.
E’ così che lei attira le sue prede, le inganna trasmettendo una vitalità inesistente.
E loro, gli amanti della mia grande donna sembra che siano legati come amici, che dico, migliori amici.
Giocano a sfogare il loro senso virile. E quelli che non lo hanno, non interessano alla mia matrioska.

Lei ha fame, perchè è grassa, grassa di dolore, di vittimismo ed attenzioni.
Ma più di tutto ha fame di parole cattive.
La loro potenza affoga le mie bocche e i miei occhi vedono ogni loro fortuito movimento.
In replay, lento e agonizzante replay.

Scavano scoprendo ogni secondo fine e mal ingegnata bugia.
Le bugie riescono ad essere grandi passatempi per la testa della grande donna dentro me.
Naturalmente la matrioska ha tanto tempo libero, molte ore della giornata da dedicare a questo cruciverba.
Il cruciverba delle bugie. Che si tratti di cose recenti o meno lei ha la mente allenata e i nervi poco saldi riescono ad essere perspicaci come nessuno altro.
Dettagli, piccolissimi, ecco questi sono la perfezione per raggiungere e racchiudere la bugia nella sua casella.
Racchiusa non può scappare, non verrà mai dimenticata, anche se si tratta di un errore, di uno sbaglio della grande allenata mente della mia matrioska.

Essa ricorderà sempre e perdonerà sempre.

Il valore dominante della mia lei è il perdono. Più ad effetto di un religioso “Padre Nostro”.
Redimere i peccati, il gioco preferito.
Ma per raggiungere la redenzione, la grande donna ha bisogno di conoscere ogni singolo particolare, assaporare la crudeltà del tradimento, sentire lo sdegno di colui che non la vuole più
e cosi decretare che questo è quello che si chiama peccare e pentirsi.
Pentirsi più semplicemente dopo un facile ed accoglievole perdono. Un perdono che porta lacrime senza fine, e uno strazio incolmabile.
La conoscienza di così tante omissioni e falsità rende la grande grassa donna una perfetta bugiarda, più abile di tutti i suoi uomini messi insieme.
Si tratta di esperienza, regalatale ad un duro prezzo. Un prezzo impagabile, neppure con il migliore orgasmo del mondo.
L’orgasmo. Decisivo. Fondamentale per la matrioska, che se non è totalmente a suo agio non riesce ad averne uno.
Ma facilmente riesce a farne avere.
La sua grazia e il suo erotismo non hanno rivali, si tratta di complicità.

Complicità = enorme orgasmo.

E come la mantide religiosa immagina di poter staccare quella testa piena di cazzate e tradimenti nel culmine di piacere.
Nessun ringraziamento per aver usato così il suo corpo. Aver toccato cosi l’ennesimo completino intimo.
Solo grandi falsi atteggiamenti da uomo follemente innamorato, che anche in quel caso, dopo una bellissima scopata pensa solo col suo uccello.
Ti amo ti amo. Ti odio ti odio.
Chi più chi meno. I denti della matrioska mi spaccano la bocca. La sua ansia mi colma e mi prosciuga la gola.
“Voglio scopare!” urla la mia malattia, voglio vedere il desiderio ogni ora.
Sentire che il sesso si trasforma in amore.
Non il mio, quello non è importante, quello è sempre lì.
Pronto a sbavare e sanguinare.
Nelle canzoni, negli sconosciuti, negli abbracci, nei balli, nell’alcool e nei litigi.
La mia donna vuole solo vedere quelli stronzi.
I migliori amici fare a gara per tornare da me, perchè come si trovano tra le gambe della mia grande donna grassa non potranno mai stare.

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Do you want to go to the seaside: BERLIN

16 Agosto 2006 15 commenti

Dont think so bad about me.
Thats not ok and correct.

Succede solo quando il cervello smette di tener conto realmente della gravitä
e il balzo che fai sul cemento non avverte la tua pesantezza
e ti ritrovi chiuso nella tua fottuta room da poshgirl
piegando vestiti e guardandoti allo specchio ogni 5secondi per sentirti,
per quanto possa essere possibile, meno sola.

Non succede niente,
solo il desiderio di crescere diventa piu´grande
e la voce nel tuo ipod non basta per riempire la tua malinconia.

Niente di piu´bello delle tue gambe nei nuovi CHEAPMONDAYs
niente di piu´originale di qualche sigaretta nel cortile esterno
sporgendosi per non cadere
ingoiando per non piangere.

Qualcosa di bello dentro ci sara´
forse nei sacchetti delle scarpe da ripulire
che troverai domani nel tuo vassoio di fronte alla porta.

SweetHeart SweetHeart you are so naive
naive naive
naive naive
uuuuhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

-the kooks.
I’m not saying it was your fault
Although you could have done more

Oh you’re so naive yet so

How could this be done
Your such a smiling sweetheart
Oh and your sweet and pretty face
In such an ugly way
Something so beautiful
That everytime I look inside

I know that she knows that I’m not fond of asking
True or false it may be
She’s still out to get me

I know that she knows that I’m not fond of asking
True or false it may be
She’s still out to get me

I may say it was your fault
Cause I know you could have done more

Oh you’re so naive yet so

How could this be done
By such a smiling sweetheart
Oh and your sweet and pretty face
In such an ugly way something so beautiful
Everytime I look inside

I know that she knows that I’m not fond of asking
True or false it may be
She’s still out to get me

I know that she knows that I’m not fond of asking
True or false it may be
She’s still out to get me

How could this be done
By such a smiling sweetheart

Oh you’re so naive yet so

Such an ugly thing
Someone so beautiful
And everytime you’re on his side

I know she knows that I’m not fond of asking
True or false it maybe be she’s still out to get me

And I know she knows that I’m not fond of asking
True or false it maybe be she’s still out to get me

Just don’t let me down
Just don’t let me down
Hold on to your kite
Just don’t let me down
Just don’t let me down
Hold on to your kite
Just don’t let me down
Just don’t let me down
Hold on to this kite
Just don’t let me down

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Quando la solitudine ti affascina più della complicità.

5 Agosto 2006 13 commenti


Avanza liquefatta nei tuoi istinti
e senza provare vergogna trova sede nella tua spina dorsale,
che sempre più velocemente perde la sua natura portante.

Portante è ciò che ti mostra agli altri,
portante è ciò che ti rende eretto ed importante.
Quello che ti permette di provocare terrore.

Adesso non ce l’hai più.
Ti pieghi su te stesso e lo specchio non raggiunge i tuoi occhi.
Li vedi brillare solo nell’acqua del tuo cesso,
tra i tuoi capillari distrutti e le lacrime ormai detergenti.

Sei così ingenuo che guardarti mi provoca imbarazzo.
Dentro o fuori laceri i miei movimenti.
Ed io amo ballare.
Quando tutti guardano, chiudo gli occhi e provo ad immaginare quello che non vorrei mai vedere.
Tutto passa più nervosamente.

Il pavimento diventa solido come non mai
ed io mi immagino la nostra stanza d’albergo,
forse sempre la stessa, forse sempre diversa.
E tu ed io in una delle posizioni immortalate dal mio occhio dgitale.
Provo piacere, provo dolore.
Provo a toccarti ma la canzone finisce
e quello stronzo del dj non riesce a fare un passaggio decente
e mi ritrovo tutti gli occhi nuovamente puntati.
Tra tutti, dei tuoi neppure l’ombra.

Ristorante:
quando torno dal bagno tu non mi guardi mai.

anni luce

4 Agosto 2006 3 commenti


io non amo nessun posto

amo solo i telefilm

che mi appassionano.

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give a shout

3 Agosto 2006 2 commenti


nessuno rimane attento a quello che resta immobile
(evidentemente)
così come nessuno fa attenzione a ciò che viene calpestato
(accidentalmente)
ho voglia di trovare ciò che mi sconvolga
(totalmente)
nessuno gioca a prendermi sul serio,
nessuno.

so cosa può accadere ma resto a vaneggiare
al sole rimpicciolisco e di fronte a te la mia mente evapora
per farmi apparire sessualmente instabile.
instabile.
come un terremoto ecco che
scoppia nel tatto e nello sguardo.
l’olfatto non ha scopo.
tu neppure.
quindi evita di urlare,
sono tutti a letto.
cercando di dormire.

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